Nicola Rovetti

Fai crescere la tua squadra

Impresa in movimento

Muoversi per natura. Crescere come squadra.

Il bosco, il vento, la fatica: ogni elemento diventa un maestro.

La natura come palestra per la crescita

Perché farlo? Perché funziona.

In natura, tra rami, tronchi e sentieri emergono ascolto, presenza e fiducia reciproca.
Il gruppo si scopre squadra, capace di affrontare il cambiamento, elaborare strategie e comunicare con chiarezza.

Perchè farlo?

Perché in natura mostriamo ciò che davvero siamo. L’ambiente naturale e le sue dinamiche ci portano ad essere veri, onesti con noi stessi

Perchè funziona?

Perché in natura mostriamo ciò che davvero siamo. L’ambiente naturale e le sue dinamiche ci portano ad essere veri, onesti con noi stessi

La natura insegna. L’azienda cambia.

Programmi che allineano persone, obiettivi e natura, trasformando il gruppo in una squadra.

  • Aumentano la motivazione interna quando vedono risultati tangibili: migliora la collaborazione, presa di decisioni più rapide.
  • Favoriscono una leadership diffusa: chi guida non è solo il manager, ma emerge chi sa ascoltare, proporre, assumersi responsabilità in situazioni nuove.
  • Creano cultura aziendale più forte: trasparenza, fiducia, responsabilità condivisa diventano parte della “normalità”, non solo di momenti speciali.

Benefici per l’azienda. Uno dopo l'altro.

  • Riduzione dello stress – Diversi studi mostrano che avere accesso a spazi naturali, o semplicemente una vista sul verde, abbassa i livelli di cortisolo e l’ansia, favorendo il rilassamento psicofisiologico. (Hunter, M. R., Gillespie, B. W., & Yu, S.-Y. (2019). Frontiers in Psychology.)
  • Ripristino dell’attenzione e aumento della creatività – Secondo la “Attention Restoration Theory” (Stephen e Rachel Kaplan), ambienti naturali aiutano a recuperare la capacità di attenzione diretta affaticata, permettendo di pensare con chiarezza, avere intuizioni e soluzioni innovative. (Berman, M. G., Jonides, J., & Kaplan, S. (2008). Psychological Science.)
  • Migliore coesione del team e fiducia reciproca – Affrontare sfide insieme, in situazioni naturali imprevedibili, fa emergere la cooperazione autentica, abbassa le barriere gerarchiche, costruisce fiducia e solidarietà. (Gillis, H. L., Speelman, E., & Coleman, K. (2021). Journal of Outdoor Recreation and Tourism.)

L’ambiente naturale mette alla prova senza filtri

Nel bosco tutto è reale: il terreno irregolare, il vento, il silenzio.

Non ci sono scorciatoie né maschere, solo la verità del corpo e delle relazioni. Lì emergono forza, fragilità e adattamento.
In natura ognuno scopre chi è davvero quando non può più fingere.

Focus, collaborazione, responsabilità individuale e di gruppo.

Per superare un ostacolo servono concentrazione, fiducia, comunicazione.

C’è chi guida, chi sostiene, chi ascolta. È così che il gruppo si trasforma in squadra: quando ognuno sente di essere parte di
qualcosa che va oltre sé stesso.

Osservare per esercitarsi. Esercitarsi per conoscersi.

Si comincia guardando, poi si entra in gioco.

Il corpo si muove, sperimenta, sbaglia, trova soluzioni.
Dopo, ci si ferma a leggere ciò che è accaduto: non solo cosa abbiamo fatto, ma cosa abbiamo imparato. È in quel momento che l’esperienza diventa conoscenza.

Metodo esperienziale. Attività calibrate per ruolo e contesto.

Ogni percorso è pensato come un viaggio:

esperienze costruite su misura, in base alle persone, ai ruoli, alle dinamiche. Non si tratta di esercizi preconfezionati ma di un lavoro che nasce dalle situazioni reali per mettere in moto corpo e mente. Perché si cresce solo vivendo in prima persona

TESTIMONIANZE

Dopo un percorso in natura

“A Villa Novare, con Nicola Rovetti, la camminata consapevole è diventata un piccolo rito di presenza. Nel silenzio del parco abbiamo imparato a dare un ritmo più gentile al passo e al respiro, lasciando che lo sguardo si ammorbidisse e i pensieri si disponessero con più ordine. Nessuna forzatura, solo l’essenziale: ascoltare il corpo, stare nel qui e ora, sentire il gruppo camminare all’unisono. L’iniziativa, pensata dall’azienda per i nostri collaboratori e articolata in tre incontri, è stata guidata da Nicola con grande cura dei tempi e delle persone: consegne chiare e leggere, attenzione a includere tutti, rispetto delle differenze di ruolo ed età. Ha creato uno spazio accogliente in cui il gruppo si è sentito al sicuro e libero di sperimentare; ciò che porto con me è la qualità dell’attenzione e una gratitudine semplice per quello che accade quando ci permettiamo di fermare il rumore.”
Nicoletta Scavini HR, Quality & Safety System Manager, Savim Europe
“Ripensando a Novacella di quest’anno — un incontro dedicato ai nostri clienti, imprenditori di imprese familiari — e alla giornata outdoor, riconosco a Nicola Rovetti la capacità di creare spazi di cura autentica, dove il silenzio diventa alleato dell’ascolto e la misura dà forma alla presenza. Nei sentieri che abbracciano l'Abbazia abbiamo coltivato uno sguardo più gentile su di sé e sulle relazioni; all’aperto, quel lavoro ha trovato continuità in un sentire condiviso, semplice e profondo. Pratiche essenziali e parole chiare, che mettono in dialogo respiro, postura interiore e qualità delle connessioni. È stato un percorso pensato per chi guida le organizzazioni e desidera farlo con responsabilità e leggerezza: resta perché restituisce a ciascuno il modo, sobrio e rispettoso, di abitare il tempo e i legami.”
Elena Cesaro Socia Cesaro & Associati
“A Villa Buri, in un sabato mattina di luce quieta, abbiamo ritrovato un ritmo più umano naturale. Nicola Rovetti ha accompagnato il gruppo con discrezione e precisione, creando uno spazio in cui ciascuno ha potuto “abbassare il rumore” e ritrovare centratura. La qualità del suo lavoro sta nel far dialogare corpo, respiro e pensiero: pratiche essenziali, parole giuste, nessun gesto fine a sé stesso. Ne è nata un’attenzione più morbida, un ascolto reciproco capace di alleggerire anche ciò che è complesso. Era il primo di una serie di incontri dedicati ai nostri collaboratori: un percorso pensato e creato con Nicola per prendersi cura delle persone e del loro stare insieme. Mi porto a casa una leggerezza che orienta, non disperde, e la sensazione che in luoghi come Villa Buri—dove il verde e il silenzio invitano alla profondità—il lavoro di Nicola dia forma a un benessere che resta e genera valore condiviso.”
Marina Scavini CFO - President of the Board, Savim Europe
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Esperienza che diventa comportamento

Imparare dall'imprevisto, insieme.

Quando siamo in natura tutto accade davvero: il terreno cambia, l’equilibrio si perde, le decisioni si prendono in movimento. Ed è qui che il gruppo diventa squadra, che la fiducia si costruisce con i gesti e la collaborazione nasce dall’esperienza condivisa.
Ciò che si vive nel bosco resta nel modo di lavorare, comunicare e affrontare le sfide insieme.

L’esperienza in natura rende visibili i comportamenti del gruppo e apre alla trasformazione.

Ogni situazione imprevista diventa un’occasione per sviluppare fiducia, adattabilità e ascolto reciproco.

Attraverso il movimento emergono dinamiche di fiducia, ruoli, leadership e collaborazione autentica.

Non semplici attività di team building, ma momenti che
cambiano il modo di lavorare insieme.

La coesione non si insegna: si sperimenta, si sente, si costruisce nel fare.

Le esperienze vissute all’aperto diventano comportamenti concreti che rafforzano la cultura del gruppo.

Pronti a muovere l’impresa

La natura è movimento, ispirazione, cambaimento.

Chi lavora con le persone sa che ogni cambiamento nasce da dentro.

Se desideri portare lo stesso spirito di crescita anche nella tua vita personale o nella tua famiglia, esplora gli altri percorsi

Vita nei Boschi

BAMBINI E NATURA

Percorsi individuali

muoversi per ritrovare equilibrio

Riequilibrio stagionale

ascoltare il corpo nel ritmo delle stagioni

Attività: Impresa in movimento

    Nicola Rovetti

    “Sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste. È così il corpo ed è così la natura, due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe”.

    La mia attività è nata da questa necessità, prima ancora che dalla mia formazione. Ho iniziato nel più tradizionale dei modi, un diploma ISEF e una laurea in scienze motorie.

    Mi hanno aperto la strada a una ricerca che continua tuttora e che sentivo anche da bambino, quando volevo fare l’esploratore, arrivare in Congo e vedere gli elefanti. È successo invece che il mio campo di esplorazione è diventato il corpo e il suo movimento in natura.

    Ho lavorato per venticinque anni al Centro Don Calabria di Verona, con persone con disabilità, un’area di attività per la quale non esisteva ancora la benché minima metodologia. È stata l’esperienza che mi ha fatto crescere perché mi ha dato la possibilità di comprendere l’unicità di ogni persona, abile o meno, e la necessità di costruire percorsi altrettanto unici, passo dopo passo, attraverso la relazione che nasce mettendosi in gioco ogni volta. Ho imparato insieme ai miei allievi, ascoltando e cogliendo segnali, interpretando le minime sfumature.

    Ancora oggi è questo il mio metodo, un continuo lavoro di creazione – sperimentazione – aggiustamento – messa in discussione e riprogettazione, per questo mi sento lontano dai protocolli dati per certi, dalle pratiche troppo standardizzate da applicare come tali. Credo che il successo di una pratica, di un nuovo apprendimento, si possa riconoscere nella sua capacità di diventare parte di noi, così in profondità da trasformarci. Da questa visione è scaturito il corso che tengo presso l’università di Verona, le collaborazioni con altri atenei e tutte le diverse attività che presento qui sul mio sito. Alcune di queste non esisterebbero senza il lavoro di Elena Fiorentini, mia moglie, e senza il sostegno dell’Associazione Motus Mundi che continua a credere nella capacità terapeutica e trasformativa del movimento in natura.

    Nicola Rovetti

    “Sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste. È così il corpo ed è così la natura, due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe”.

    Da oltre venticinque anni mi occupo di movimento, formazione e relazioni.

    Insegno all’Università di Verona, dove tengo i corsi di “Attività motorie in ambiente naturale” e “Movimenti naturali”, e ho collaborato con diversi atenei italiani in ambito educativo e scientifico.

    Parallelamente, accompagno persone e organizzazioni in percorsi di trasformazione attraverso esperienze di movimento in natura.

    Il lungo lavoro svolto al Centro Don Calabria di Verona, dove ho progettato e coordinato programmi di attività fisica adattata per migliaia di persone con e senza disabilità, mi ha insegnato che la diversità è una risorsa, ma richiede risposte uniche e personalizzate.

    Questo principio guida anche il mio lavoro con le aziende:
    nessun gruppo è uguale a un altro, e ogni contesto richiede un percorso costruito su misura.

    Tra i progetti più significativi che ho realizzato, il programma internazionale “War Game. No More!”, durato 4 anni e nato in collaborazione con Caritas Italiana e Ambrosiana nella Repubblica Democratica del Congo, che ha utilizzato lo sport come strumento di reintegrazione per ex bambini soldato. Finalista al Beyond Sport Award di Chicago (2010), questo progetto è stato inoltre presentato al Congresso Internazionale ICSSPE di Berlino (2011) come esempio di “inclusive development through sport”.
    Esperienze come questa hanno rafforzato la mia convinzione che il movimento – nelle sue forme più semplici e autentiche – può trasformare individui e gruppi, ovunque e in qualunque contesto.

    Nel corso degli anni ho condotto formazioni outdoor e laboratori esperienziali per realtà pubbliche, come aziende sanitarie locali ed enti di gestione di servizi, e private, come cooperative sociali, scuole, asili, enti di formazione, sindacati, aziende imprenditoriali di diverso tipo.

    In tutti questi contesti, il movimento è stato lo strumento per esplorare temi concreti come:

    • coesione e fiducia nei team,
    • efficacia comunicativa,
    • gestione dell’imprevisto,
    • leadership collaborativa,
    • consapevolezza del corpo come leva di presenza e relazione.

    Credo che la crescita di un gruppo nasca dall’esperienza diretta, non dalla teoria.
    Solo ciò che si vive – nel corpo, nella natura e nella relazione – diventa apprendimento reale e comportamento nuovo.