Nicola Rovetti

Il corpo come via di conoscenza. Il movimento come cura dell'esistenza.

Ci sono momenti in cui sentiamo che non basta “fare esercizio”.

Non è di più forza o di più flessibilità che abbiamo bisogno, ma di una qualità diversa del movimento: una che unisca corpo, mente e presenza.

Perché il modo in cui ci muoviamo nel mondo non riguarda solo i muscoli o le articolazioni — racconta come affrontiamo la vita, come stiamo nelle relazioni, come reagiamo agli eventi

In questo percorso individuale, il corpo diventa una porta d’accesso alla persona intera. Ogni incontro è un dialogo: tra respiro e intenzione, tra ciò che il corpo esprime e ciò che la mente trattiene.

Non esistono né protocolli standard né schede di esercizi predefinite.

Esiste un ascolto profondo, un processo di adattamento continuo, un accompagnamento rispettoso che permette di esplorare ciò che in ognuno chiede di essere sciolto, risvegliato, riorganizzato.

Muoversi è raccontarsi

Come appoggio i piedi a terra, dice molto di come affronto le difficoltà.
Come respiro parla del mio modo di accogliere o trattenere.
Come apro le spalle o le chiudo, rivela quanto spazio mi concedo di occupare.

Il movimento è uno specchio fedele: mostra le nostre abitudini, i limiti che ci siamo costruiti, ma anche le possibilità che abbiamo dimenticato.

Lavorarci non è solo “allenarsi”: è trasformare il proprio modo di stare al mondo.

Esperienze, non esercizi

Ogni incontro è un’esperienza unica, costruita intorno alla persona, alla sua storia e al suo momento presente. A volte si lavora sull’ascolto, sul ritmo del respiro, sulla percezione delle tensioni profonde. Altre volte si esplorano gesti più dinamici, arcaici, movimenti ampi, esperienze di equilibrio e forza.

Il criterio non è la performance, ma la verità del gesto: trovare il movimento che risuona con ciò che serve.

Corpo, psiche, anima

Il corpo non è un meccanismo da correggere, ma un linguaggio da decifrare.

Ogni dolore, ogni rigidità, ogni perdita di tono, racconta una parte della nostra storia. Muoversi in modo consapevole significa dare spazio all’emozione, trasformare la tensione in presenza e restituire unità dove c’è separazione. Quando il corpo si riordina, anche la psiche si allinea e il movimento diventa allora cura dell’esistenza, un modo per abitare sé stessi con più coerenza e libertà.

Un percorso su misura

Siamo tutti diversi e quindi ogni percorso è diverso dagli altri, fatto su misura.
Osservazione, dialogo, comprensione, esperienza condivisa sono i momenti che lo definiscono.
Può includere tecniche di respirazione, mobilità, automassaggio, esercizi propriocettivi, movimenti arcaici, ma sempre in un contesto di consapevolezza.

L’obiettivo non è “correggere” ma riconnettere. Si tratta di condurre la persona a ritrovare la propria integrità, la propria forza naturale e il piacere di muoversi nella vita con fiducia.

Muoversi per vivere meglio

Ogni incontro è un’esperienza unica, costruita intorno alla persona, alla sua storia e al suo momento presente. A volte si lavora sull’ascolto, sul ritmo del respiro, sulla percezione delle tensioni profonde. Altre volte si esplorano gesti più dinamici, arcaici, movimenti ampi, esperienze di equilibrio e forza.

Il criterio non è la performance, ma la verità del gesto: trovare il movimento che risuona con ciò che serve.

Riferimenti bibliografici

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    The neuroscience of mindfulness meditation.
    Nature Reviews Neuroscience.

Min AgeAdulti/Giovani/Bambini
DurationDate da concordare
Max People1
Price fromDa concordare/

Attività: Percorsi individuali

    Nicola Rovetti

    “Sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste. È così il corpo ed è così la natura, due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe”.

    La mia attività è nata da questa necessità, prima ancora che dalla mia formazione. Ho iniziato nel più tradizionale dei modi, un diploma ISEF e una laurea in scienze motorie.

    Mi hanno aperto la strada a una ricerca che continua tuttora e che sentivo anche da bambino, quando volevo fare l’esploratore, arrivare in Congo e vedere gli elefanti. È successo invece che il mio campo di esplorazione è diventato il corpo e il suo movimento in natura.

    Ho lavorato per venticinque anni al Centro Don Calabria di Verona, con persone con disabilità, un’area di attività per la quale non esisteva ancora la benché minima metodologia. È stata l’esperienza che mi ha fatto crescere perché mi ha dato la possibilità di comprendere l’unicità di ogni persona, abile o meno, e la necessità di costruire percorsi altrettanto unici, passo dopo passo, attraverso la relazione che nasce mettendosi in gioco ogni volta. Ho imparato insieme ai miei allievi, ascoltando e cogliendo segnali, interpretando le minime sfumature.

    Ancora oggi è questo il mio metodo, un continuo lavoro di creazione – sperimentazione – aggiustamento – messa in discussione e riprogettazione, per questo mi sento lontano dai protocolli dati per certi, dalle pratiche troppo standardizzate da applicare come tali. Credo che il successo di una pratica, di un nuovo apprendimento, si possa riconoscere nella sua capacità di diventare parte di noi, così in profondità da trasformarci. Da questa visione è scaturito il corso che tengo presso l’università di Verona, le collaborazioni con altri atenei e tutte le diverse attività che presento qui sul mio sito. Alcune di queste non esisterebbero senza il lavoro di Elena Fiorentini, mia moglie, e senza il sostegno dell’Associazione Motus Mundi che continua a credere nella capacità terapeutica e trasformativa del movimento in natura.

    Nicola Rovetti

    “Sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste. È così il corpo ed è così la natura, due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe”.

    Da oltre venticinque anni mi occupo di movimento, formazione e relazioni.

    Insegno all’Università di Verona, dove tengo i corsi di “Attività motorie in ambiente naturale” e “Movimenti naturali”, e ho collaborato con diversi atenei italiani in ambito educativo e scientifico.

    Parallelamente, accompagno persone e organizzazioni in percorsi di trasformazione attraverso esperienze di movimento in natura.

    Il lungo lavoro svolto al Centro Don Calabria di Verona, dove ho progettato e coordinato programmi di attività fisica adattata per migliaia di persone con e senza disabilità, mi ha insegnato che la diversità è una risorsa, ma richiede risposte uniche e personalizzate.

    Questo principio guida anche il mio lavoro con le aziende:
    nessun gruppo è uguale a un altro, e ogni contesto richiede un percorso costruito su misura.

    Tra i progetti più significativi che ho realizzato, il programma internazionale “War Game. No More!”, durato 4 anni e nato in collaborazione con Caritas Italiana e Ambrosiana nella Repubblica Democratica del Congo, che ha utilizzato lo sport come strumento di reintegrazione per ex bambini soldato. Finalista al Beyond Sport Award di Chicago (2010), questo progetto è stato inoltre presentato al Congresso Internazionale ICSSPE di Berlino (2011) come esempio di “inclusive development through sport”.
    Esperienze come questa hanno rafforzato la mia convinzione che il movimento – nelle sue forme più semplici e autentiche – può trasformare individui e gruppi, ovunque e in qualunque contesto.

    Nel corso degli anni ho condotto formazioni outdoor e laboratori esperienziali per realtà pubbliche, come aziende sanitarie locali ed enti di gestione di servizi, e private, come cooperative sociali, scuole, asili, enti di formazione, sindacati, aziende imprenditoriali di diverso tipo.

    In tutti questi contesti, il movimento è stato lo strumento per esplorare temi concreti come:

    • coesione e fiducia nei team,
    • efficacia comunicativa,
    • gestione dell’imprevisto,
    • leadership collaborativa,
    • consapevolezza del corpo come leva di presenza e relazione.

    Credo che la crescita di un gruppo nasca dall’esperienza diretta, non dalla teoria.
    Solo ciò che si vive – nel corpo, nella natura e nella relazione – diventa apprendimento reale e comportamento nuovo.