Ci siamo!
È arrivato il momento dello yin e dello yang.
Una volta c’era il libro dei perché dove c’erano tutte domande in grado di soddisfare la curiosità dei bambini. Siamo tutti curiosi e, per tutti, la curiosità è uno dei più potenti motori che muove verso la conoscenza.
Solitamente, qualcosa rapisce la nostra attenzione, i nostri sensi colgono un frammento e cominciamo a farci delle domande.
- Cosa sta succedendo?
- Perché fa così?
- Perché…?
Già la curiosità, una delle spinte più importanti all’apprendimento.
Gli antichi saggi cinesi osservavano curiosi i processi e gli eventi universali, facendosi le stesse domande che probabilmente ci facciamo anche noi, quando ci troviamo ad osservare un qualsiasi fenomeno, o riflettiamo sugli eventi di cui siamo testimoni.
La sto prendendo alla larga, però arrivo.
Si, perché in effetti, parlare dello yin e dello yang non è così semplice, sento di dover misurare bene le parole, le pause, le sensazioni.
Perché nella sua semplicità è comunque una teoria millenaria e io sento una sorta di rispetto che voglio onorare.
Due forze, due energie, sulle quali poggiano tutti gli eventi che sono presenti nel pianeta.
Energie che regolano il funzionamento delle cose, del tutto.
C’è tanto di scritto sul web e sui libri dello yin e dello yang.
Georges Courchinoux ha sempre sottolineato che lo yin è sempre insieme allo yang, dove c’è uno c’è l’altro. Quando uno aumenta l’altro diminuisce, ma tutte le cose, tutti i fenomeni hanno sia yin che yang. Il buio e la luce, l’acqua e il fuoco, la velocità e la lentezza, il caldo e il freddo, la destra e la sinistra, il nord e il sud, ciò che sale e ciò che scende, il maschile e il femminile, ecc.… potrei andare avanti ancora per molto.
Nella mia esperienza, una cosa che ho capito, è la capacità di cercare con curiosità e senza giudizio, ciò che è yin e ciò che è yang. In ogni cosa sono presenti, negli accadimenti della natura circostante, nella natura umana, nel funzionamento sociale, nelle leggi universali.
Yin e yang, una prospettiva per leggere, interpretare, comprendere, conoscere.
Quello che ho scoperto nel fare questo è che osservare e restare in questa dinamica, rappresentata magnificamente dal TAO, mi offre la possibilità di mobilizzare tutta la mia capacità intuitiva, la mia forza creativa, il mio istinto per arrivare a conoscere il nuovo.
Vivo momenti di apprendimento, accedo a conoscenze nuove, in un circolo che non ha mai fine e che mi rivela ogni volta la magia e il mistero della vita in modo sorprendente.
Sento molta sintonia con questa teoria.
Trovo dinamicità, adattabilità, possibilità, rivelazione. Sento che il mio amore e la fascinazione che ho per la natura, trovano una spontanea espressione nello yin e nello yang.
Quindi se sei curiosa o curioso di conoscere e vivere lo yin e lo yang e non riesci ad esserci il 3 di febbraio (anche se sei ancora in tempo per prenotare il tuo posto), ti conviene segnare la data del 16 marzo, perché avrai un’altra possibilità per farlo!…oppure… puoi cercare su Google.

