Nicola Rovetti

“Se sei una persona dinamica, se ti interessa metterti alla prova, se hai voglia di fare movimento anche intensamente e di accogliere nuove sfide con la consapevolezza che più la posta è alta, più profondo sarà il cambiamento, allora questo è il programma per te!”

Un programma ad alto impatto su più livelli

  • Fisico – Oltre un’ora di attività intensa, ma soprattutto un’esperienza che lascia spunti concreti per assumere nuove abitudini di movimento da riportare nella vita quotidiana.
  • Esistenziale – La pratica di movimenti arcaici e istintivi permette di risvegliare la forza e la potenza del nostro corpo naturale. Sono movimenti propri della nostra specie, legati al “vivere” e non solo all’allenarsi: arrampicare, strisciare, saltare, oscillare, correre, appendersi. Tutto ciò che ci connette alle nostre risorse più profonde.
  • Emozionale – Il gioco è una delle leve più potenti sul piano motivazionale. Genera piacere, curiosità e divertimento, e trasforma così anche il nostro umore quotidiano e l’atteggiamento verso la vita.
  • Sociale – Muoversi insieme significa mobilitare energie collettive. Si crea un gruppo, una squadra: ci si sostiene, ci si incoraggia, si condivide la riuscita e la fatica. È un’esperienza che rafforza la coesione e la fiducia reciproca.

Perchè allenarsi nel bosco

Movimento istintivo

Nel bosco non esistono esercizi ripetuti, ma situazioni sempre nuove. Ogni terreno, ogni ramo, ogni salita o discesa richiede adattamenti posturali e muscolari specifici.
Questa variabilità ambientale (D. Araújo et al., Psychology of Sport and Exercise, 2019) stimola la concentrazione e la presenza mentale, aumenta il senso di efficacia e di soddisfazione, e favorisce lo sviluppo di abilità motorie funzionali e spontanee.

Connessione con la natura

La natura è da sempre la nostra casa. Trascorrere tempo in ambienti naturali rafforza il senso di connessione con se stessi e con l’ambiente, migliora il tono dell’umore e riduce lo stress (Barton & Pretty, Environmental Science & Technology, 2010; Mayer et al., Environment and Behavior, 2009).
Ritrovare il contatto con la natura significa riconnettersi con ciò che ci sostiene e ci dà senso.

Attivazione sensoriale

Nel bosco i sensi lavorano al massimo. La luce naturale è in continua variazione, la vista si adatta costantemente alla profondità e ai contrasti, i suoni cambiano con il vento, gli animali, le foglie.
La temperatura e il terreno cambiano a ogni passo, e questo stimola il nostro sistema percettivo e propriocettivo in modo completo (Russo et al., International Ophthalmology, 2014; Shuyu Xiong et al., Acta Ophthalmologica, 2017).
Il risultato è un allenamento totale del corpo e dei sensi, in cui nulla è meccanico o ripetitivo.

Piacere e divertimento

Nel bosco ci si diverte, e questo cambia tutto. Il piacere del gioco e della scoperta sostituisce la noia e la fatica tipiche dell’allenamento in palestra.
Ogni sfida è condivisa, ogni successo è del gruppo. L’impegno fisico resta alto, ma la motivazione cresce. E questo — come mostrano diversi studi (Fraser et al., IJERPH, 2017) — è il segreto che rende l’attività fisica in natura più efficace, più costante e più rigenerante.

Bibliografia essenziale

  • Araújo et al., The empowering variability of affordances of nature, Psychology of Sport and Exercise, 2019
  • Barton J. & Pretty J., What is the best dose of nature and green exercise for improving mental health?, Environmental Science & Technology, 2010
  • Fraser M. et al., What Motivates Participants to Adhere to Green Exercise?, International Journal of Environmental Research and Public Health, 2017
  • Mayer F. et al., Why Is Nature Beneficial? The Role of Connectedness to Nature, Environment and Behavior, 2009
  • Russo A. et al., Myopia onset and progression: can it be prevented?, International Ophthalmology, 2014
  • Shuyu Xiong et al., Time spent in outdoor activities in relation to myopia prevention and control, Acta Ophthalmologica, 2017

Tutte le fonti sono peer-reviewed e disponibili su PubMed/PMC.

 

Min Age25/70
Duration4 INCONTRI DAL 9-30 MARZO
Max People15
Weight RangeE' possibile partecipare solamente ad un singolo incontro.
Price from€15/persona ad incontro

Attività: Lunedì nel bosco

    Nicola Rovetti

    “Sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste. È così il corpo ed è così la natura, due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe”.

    La mia attività è nata da questa necessità, prima ancora che dalla mia formazione. Ho iniziato nel più tradizionale dei modi, un diploma ISEF e una laurea in scienze motorie.

    Mi hanno aperto la strada a una ricerca che continua tuttora e che sentivo anche da bambino, quando volevo fare l’esploratore, arrivare in Congo e vedere gli elefanti. È successo invece che il mio campo di esplorazione è diventato il corpo e il suo movimento in natura.

    Ho lavorato per venticinque anni al Centro Don Calabria di Verona, con persone con disabilità, un’area di attività per la quale non esisteva ancora la benché minima metodologia. È stata l’esperienza che mi ha fatto crescere perché mi ha dato la possibilità di comprendere l’unicità di ogni persona, abile o meno, e la necessità di costruire percorsi altrettanto unici, passo dopo passo, attraverso la relazione che nasce mettendosi in gioco ogni volta. Ho imparato insieme ai miei allievi, ascoltando e cogliendo segnali, interpretando le minime sfumature.

    Ancora oggi è questo il mio metodo, un continuo lavoro di creazione – sperimentazione – aggiustamento – messa in discussione e riprogettazione, per questo mi sento lontano dai protocolli dati per certi, dalle pratiche troppo standardizzate da applicare come tali. Credo che il successo di una pratica, di un nuovo apprendimento, si possa riconoscere nella sua capacità di diventare parte di noi, così in profondità da trasformarci. Da questa visione è scaturito il corso che tengo presso l’università di Verona, le collaborazioni con altri atenei e tutte le diverse attività che presento qui sul mio sito. Alcune di queste non esisterebbero senza il lavoro di Elena Fiorentini, mia moglie, e senza il sostegno dell’Associazione Motus Mundi che continua a credere nella capacità terapeutica e trasformativa del movimento in natura.

    Nicola Rovetti

    “Sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste. È così il corpo ed è così la natura, due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe”.

    Da oltre venticinque anni mi occupo di movimento, formazione e relazioni.

    Insegno all’Università di Verona, dove tengo i corsi di “Attività motorie in ambiente naturale” e “Movimenti naturali”, e ho collaborato con diversi atenei italiani in ambito educativo e scientifico.

    Parallelamente, accompagno persone e organizzazioni in percorsi di trasformazione attraverso esperienze di movimento in natura.

    Il lungo lavoro svolto al Centro Don Calabria di Verona, dove ho progettato e coordinato programmi di attività fisica adattata per migliaia di persone con e senza disabilità, mi ha insegnato che la diversità è una risorsa, ma richiede risposte uniche e personalizzate.

    Questo principio guida anche il mio lavoro con le aziende:
    nessun gruppo è uguale a un altro, e ogni contesto richiede un percorso costruito su misura.

    Tra i progetti più significativi che ho realizzato, il programma internazionale “War Game. No More!”, durato 4 anni e nato in collaborazione con Caritas Italiana e Ambrosiana nella Repubblica Democratica del Congo, che ha utilizzato lo sport come strumento di reintegrazione per ex bambini soldato. Finalista al Beyond Sport Award di Chicago (2010), questo progetto è stato inoltre presentato al Congresso Internazionale ICSSPE di Berlino (2011) come esempio di “inclusive development through sport”.
    Esperienze come questa hanno rafforzato la mia convinzione che il movimento – nelle sue forme più semplici e autentiche – può trasformare individui e gruppi, ovunque e in qualunque contesto.

    Nel corso degli anni ho condotto formazioni outdoor e laboratori esperienziali per realtà pubbliche, come aziende sanitarie locali ed enti di gestione di servizi, e private, come cooperative sociali, scuole, asili, enti di formazione, sindacati, aziende imprenditoriali di diverso tipo.

    In tutti questi contesti, il movimento è stato lo strumento per esplorare temi concreti come:

    • coesione e fiducia nei team,
    • efficacia comunicativa,
    • gestione dell’imprevisto,
    • leadership collaborativa,
    • consapevolezza del corpo come leva di presenza e relazione.

    Credo che la crescita di un gruppo nasca dall’esperienza diretta, non dalla teoria.
    Solo ciò che si vive – nel corpo, nella natura e nella relazione – diventa apprendimento reale e comportamento nuovo.