Nicola Rovetti

Ritrovare equilibrio, forza e leggerezza nel gesto più naturale

Camminare, davvero

Camminare è un gesto semplice, che appartiene a tutti. Eppure, raramente lo facciamo bene.
Procediamo distratti, trascinando a volte il corpo — e anche il pensiero — senza percepire quanto ogni passo sia un’occasione di conoscenza personale.

Questo percorso di“cammino efficace” nasce per riscoprire il camminare essenziale e originario, presente e armonico, per trasformarlo in un atto di consapevolezza.

Un gesto che ri-orienta

Camminare in modo efficace significa riscoprire la fluidità naturale del corpo, l’appoggio adeguato, la spinta del piede, il tono muscolare che si adatta e il respiro che accompagna e regola ogni passo.

Non si tratta di andare più veloce, ma di muoversi con meno sforzo e più equilibrio, imparando ad ascoltare il proprio ritmo e quello dell’ambiente.

Il corpo che impara

Durante gli incontri si lavora sulla postura, sui movimenti degli arti inferiori e superiori, del tronco e sulla respirazione. Attraverso esercizi mirati di percezione corporea, di equilibrio statico e dinamico, di liberazione di tensioni, per raggiungere un cammino più stabile, potente e efficace.

L’obiettivo è liberare energia invece di disperderla, scoprendo come il corpo possa guidare la mente verso la calma e la presenza.

La natura è maestra

L’esperienza si svolge sempre in ambiente naturale: boschi, sentieri, pendii, superfici irregolari. Ogni terreno offre una lezione diversa: l’erba e le foglie invitano alla morbidezza, la roccia e i sassi alla precisione, i piccoli ostacoli ci riconnettono con l’istinto.

La natura diventa così un vero strumento di apprendimento, capace di affinare percezione, adattamento e intelligenza corporea.

Camminare per conoscersi

Quando il corpo si riordina, anche la mente trova il suo fuoco. Il “cammino efficace” è un modo per ritrovare centratura, lucidità e fiducia nel proprio movimento.

È una pratica che unisce respiro, ritmo e consapevolezza, trasformando il cammino in un gesto di libertà e rinnovamento interiore — una trasformazione esistenziale verso un passo più sicuro.

A chi si rivolge

Il percorso è aperto a chi desidera migliorare il proprio equilibrio, prevenire dolori e rigidità, o semplicemente ritrovare efficacia nel movimento quotidiano.

Può essere un complemento per sportivi e camminatori, oppure un’esperienza di benessere per chi vuole riscoprire il piacere di camminare bene.

Ogni passo è un ritorno a sé

Alcuni filosofi sostengono che camminare sia un atto sovversivo – e in fondo credo sia vero. Ha la potenza di riportarci a noi stessi, di farci sentire liberi, presenti, inarrestabili.

Riferimenti bibliografici

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    The Use of the Self in Walking: A Feldenkrais Perspective.
    Gait & Posture.
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    Nature Experience Reduces Rumination and Subgenual Prefrontal Cortex Activation.
    Proceedings of the National Academy of Sciences.

  • Gros, F. (2011).
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    Revue de Métaphysique et de Morale,.
    (Originale in francese: Marcher, une philosophie, 2009; trad. inglese 2014, Verso)

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    The Feldenkrais Method Improves Gait in Older Adults: A Randomized Controlled Trial.
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    Philosophical Transactions of the Royal Society B.

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    Journal of Experimental Psychology: Learning, Memory, and Cognition.

  • Schifferstein, H. N. J., & Desmet, P. M. A. (2010).
    Walking in Nature: Effects on Mood and Attention. Journal of Environmental Psychology.

Min AgeAdulti
Duration12 Aprile - One day walk
Max People15

Attività: Cammino efficace

    Nicola Rovetti

    “Sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste. È così il corpo ed è così la natura, due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe”.

    La mia attività è nata da questa necessità, prima ancora che dalla mia formazione. Ho iniziato nel più tradizionale dei modi, un diploma ISEF e una laurea in scienze motorie.

    Mi hanno aperto la strada a una ricerca che continua tuttora e che sentivo anche da bambino, quando volevo fare l’esploratore, arrivare in Congo e vedere gli elefanti. È successo invece che il mio campo di esplorazione è diventato il corpo e il suo movimento in natura.

    Ho lavorato per venticinque anni al Centro Don Calabria di Verona, con persone con disabilità, un’area di attività per la quale non esisteva ancora la benché minima metodologia. È stata l’esperienza che mi ha fatto crescere perché mi ha dato la possibilità di comprendere l’unicità di ogni persona, abile o meno, e la necessità di costruire percorsi altrettanto unici, passo dopo passo, attraverso la relazione che nasce mettendosi in gioco ogni volta. Ho imparato insieme ai miei allievi, ascoltando e cogliendo segnali, interpretando le minime sfumature.

    Ancora oggi è questo il mio metodo, un continuo lavoro di creazione – sperimentazione – aggiustamento – messa in discussione e riprogettazione, per questo mi sento lontano dai protocolli dati per certi, dalle pratiche troppo standardizzate da applicare come tali. Credo che il successo di una pratica, di un nuovo apprendimento, si possa riconoscere nella sua capacità di diventare parte di noi, così in profondità da trasformarci. Da questa visione è scaturito il corso che tengo presso l’università di Verona, le collaborazioni con altri atenei e tutte le diverse attività che presento qui sul mio sito. Alcune di queste non esisterebbero senza il lavoro di Elena Fiorentini, mia moglie, e senza il sostegno dell’Associazione Motus Mundi che continua a credere nella capacità terapeutica e trasformativa del movimento in natura.

    Nicola Rovetti

    “Sento la necessità di ritrovare delle cose certe, vere, oneste. È così il corpo ed è così la natura, due dimensioni semplici, che si comprendono facendo esperienza di entrambe”.

    Da oltre venticinque anni mi occupo di movimento, formazione e relazioni.

    Insegno all’Università di Verona, dove tengo i corsi di “Attività motorie in ambiente naturale” e “Movimenti naturali”, e ho collaborato con diversi atenei italiani in ambito educativo e scientifico.

    Parallelamente, accompagno persone e organizzazioni in percorsi di trasformazione attraverso esperienze di movimento in natura.

    Il lungo lavoro svolto al Centro Don Calabria di Verona, dove ho progettato e coordinato programmi di attività fisica adattata per migliaia di persone con e senza disabilità, mi ha insegnato che la diversità è una risorsa, ma richiede risposte uniche e personalizzate.

    Questo principio guida anche il mio lavoro con le aziende:
    nessun gruppo è uguale a un altro, e ogni contesto richiede un percorso costruito su misura.

    Tra i progetti più significativi che ho realizzato, il programma internazionale “War Game. No More!”, durato 4 anni e nato in collaborazione con Caritas Italiana e Ambrosiana nella Repubblica Democratica del Congo, che ha utilizzato lo sport come strumento di reintegrazione per ex bambini soldato. Finalista al Beyond Sport Award di Chicago (2010), questo progetto è stato inoltre presentato al Congresso Internazionale ICSSPE di Berlino (2011) come esempio di “inclusive development through sport”.
    Esperienze come questa hanno rafforzato la mia convinzione che il movimento – nelle sue forme più semplici e autentiche – può trasformare individui e gruppi, ovunque e in qualunque contesto.

    Nel corso degli anni ho condotto formazioni outdoor e laboratori esperienziali per realtà pubbliche, come aziende sanitarie locali ed enti di gestione di servizi, e private, come cooperative sociali, scuole, asili, enti di formazione, sindacati, aziende imprenditoriali di diverso tipo.

    In tutti questi contesti, il movimento è stato lo strumento per esplorare temi concreti come:

    • coesione e fiducia nei team,
    • efficacia comunicativa,
    • gestione dell’imprevisto,
    • leadership collaborativa,
    • consapevolezza del corpo come leva di presenza e relazione.

    Credo che la crescita di un gruppo nasca dall’esperienza diretta, non dalla teoria.
    Solo ciò che si vive – nel corpo, nella natura e nella relazione – diventa apprendimento reale e comportamento nuovo.